Restauro della chiesa della Beata Vergine del Rosario

in frazione Piana (Val Lunga) di Tartano (So)

 

La chiesa della B.V. del Rosario in frazione Piana, prima e dopo il restauro (1998-2000 - foto D.Benetti ©) 

 

CENNI STORICI SUL'ORIGINE DEL MONUMENTO, SULLA SUA LOCALIZZAZIONE E SUA BREVE DESCRIZIONE

Ubicazione: Comune di Tartano, frazione Piana in Val Lunga

L'edificio è situato in Val Lunga, una delle due valli terminali della Val Tartano, a circa 1.300 m.s.l.m., a breve distanza dal torrente.

Catasto: FOGLIO N.26 MAPP. A

La Chiesa della Vergine del Rosario in contrada Piana in Val Lunga, per le sue caratteristiche architettoniche, per la conservazione degli elementi anche decorativi originari e per la singolarità degli avvenimenti storici che hanno portato alla sua costruzione, può essere considerata tra i monumenti artistici della Bassa Valtellina maggiormente degni di interesse e di interventi di conservazione.

Dal XVII secolo fino a pochi decenni orsono si può dire che nessun intervento abbia turbato l'edificio religioso: una chiesa alpestre a quasi 1300 m.s.l.m., frutto, una volta tanto, non della collettiva religiosità popolare dei valligiani, ma dell'intervento munifico di due coniugi facoltosi, originari di questa contrada orobica. La chiesa della beata Vergine del Rosario si trova in contrada Piana (Val Lunga), tra il torrente e l'antica mulattiera che risaliva la Valle. La mulattiera attraversa il caratteristico portico, sostenuto da due colonne a sezione ottagonale che protegge la facciata e consente riparo alla neve, qui particolarmente abbondante nei mesi invernali. La chiesa è a navata unica con due altari laterali con piccolo campanile giustapposto al lato est del presbiterio. Molto interessante è la struttura architettonica della copertura che gioca su un complesso succedersi di volte, abbastanza ricercato per una chiesa alpestre: in particolare, è notevole la soluzione adottata per il presbiterio, con volte a crocera lunettate e una volta ad ombrello sopra l'altare maggiore. Pur risentendo di un mediocre stato di conservazione per quanto riguarda gli intonaci, l'interno conserva tutto l'apparato decorativo originario, tra cui si evidenziano alcune tele, di buona mano, del secolo XVII e XVIII. Importante la tela posta sopra l'altare maggiore, dove sono raffigurati in ginocchio i committenti della chiesa, i coniugi Gio.Antonio e Giacomina Brisa, in ginocchio mentre ricevono il Rosario dalla Vergine con in braccio il Bambino, tra i santi Francesco, Antonio Abate, Domenico e Giovanni Battista. La scena è ambientata all'interno di un locale. Sullo sfondo una finestra è aperta su un dolce paesaggio collinare che contrasta notevolmente con i ripidi versanti della Val Lunga. Nel dipinto si legge: "Gio. Antonio Brisa e Giacomina, sua moglie, per loro devozione, fecero fare quest'opera, nell'anno 1640 il giorno 5 aprile".

La chiesa della Piana è stata direttamente colpita, dall'alluvione del luglio 1987. Danni si sono verificati nelle case più vicine al torrente e acqua e detriti hanno purtroppo raggiunto anche l'esterno della chiesa. Oltre all'alluvione anche gli interventi di difesa idrogeologica della contrada sono stati attuati (vedi documentazione fotografica) in modo superficiale e senza alcun rispetto del pregio monumentale del manufatto considerato. La chiesa della Piana è inoltre oggi circondata da un muro in cemento che dovrà essere rimosso.

Come risulta da una pittura affresco, posta all'interno della chiesa, sopra il portale di ingresso, essa venne edificata nell'anno 1652: "questa chiesa è stata principiata il giorno 7 settembre del 1650, ha cominciato a farli dire la prima messa il 20 agosto del 1652 e l'ha benedetta il M.R. sig. prete Gio. Battista Paravicino, Prevosto di Talamona, ed è stata fornita l'anno 1655 tutto a spese di Gio. Antonio Brisa e Giacomina, sua consorte, ad honore et gloria de Dio e della Beatissima Vergine del Rosario con paramenti e campana con indulgentia perpetua come per la bolla papale"

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO PREVISTI

I lavori di restauro, preceduti da una dettagliata campagna di rilievo fotografico e da un accurato rilievo architettonico e materico, prevedono, innanzitutto, ove necessario, il consolidamento statico delle murature, con la sigillatura delle fessurazioni e il rifacimento della copertura con utilizzo di piode locali (dette tradizionalmente "piode selvatiche"). Il corpo di fabbrica non presenta peraltro problemi strutturali di particolare rilevanza, a parte alcune fessurazioni sul fronte principale.La contrada Piana, in Val Lunga, è una delle poche contrade di questa valle ubicata al limitare del torrente, sul fondo della Val Lunga. Quasi tutte le frazioni antiche erano infatti edificate in alto sui dossi, al riparo dalle alluvioni, dalle frane e dalle valanghe. In questo caso il pericolo dell’alluvione era un rischio calcolato e necessario: la Piana infatti ospitava una segheria idraulica per la lavorazione del legname e dei mulini. La vicinanza alla sorgente energetica per eccellenza per le comunità tradizionali, aveva giustificato la posizione della contrada. A seguito dell’alluvione dl 1987 sono stati realizzati argini di ragguardevoli dimensioni a protezione della struttura verso il torrente Tartano. Tra le opere realizzate dopo l’alluvione vi è anche un muro in c.a. di altezza media di 50 cm. che circonda la chiesa. Si tratta di un’opera in contrasto ambientale che deve essere rimossa, anche per gli effetti negativi per l’umidità di risalità nei muri dell’edificio esistente. Il progetto prevede prevede opere di drenaggio perimetrale con realizzazione di vespaio onde permettere un adeguato isolamento delle murature con un intervento specifico di deumidificazione mediante inserimento di barre di acciaio oblique (sistema tipo ladikom). Un intervento di recupero delle coperture venne effettuato una trentina di anni orsono: con rifacimento del manto in lamiera. Il progetto prevede il ripristino della copertura in "piode selvatiche" per tutta la struttura (ora è tale solo sul portico esterno). Gli effetti delle infiltrazioni di acqua dovute al cedimento del tetto pre-esistente sono ben visibili sugli intonaci interni con un generale e accentuato deterioramento. Si prevede dunque il ripristino degli intonaci interni, insieme a parte di quelli esterni (con eliminazione dello zoccolo in cemento) e alle cornici, in malta di calce. Il sottotetto non è accessibile, si può comunque intuire la presenza di capriate che dovranno essere restaurate. I pavimenti sono parzialmente da sostituire (nelle parti in piastrelle e in battuto di cemento), previa posa di sottofondo con recupero della parte in lastre di beola esistente: particolare cura dovrà poi essere rivolta alle sistemazioni esterne (pavimentazioni in acciottolato). Saranno restaurati tutti i serramenti (finestre e portoni), ancora originali (sec. XVII). E’ prevista la realizzazione di un nuovo impianto elettrico, con illuminazione diffusa e di un impianto antifurto e antiintrusione. In considerazione dell’uso limitato della chiesa per le funzioni liturgiche il comitato parrocchiale non intende provvedere alla realizzazione dell’impianto di riscaldamento. Numerose sono le tele e il mobilio da restaurare, la maggior parte attualmente sito nel presbiterio e nella sagrestia.

 

La pianta della chiesa della B.V. del Rosario (1652) nella contrada Piana in Val Lunga - Tartano (So)- (Foto D.Benetti ©). 




Il progetto del nuovo altare







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