Restauro della chiesa di S.Giacomo Filippo

a Chiesa Valmalenco (So)

Il rilievo fotogrammetrico della facciata della chiesa di S.Giacomo e Filippo a Chiesa Valmalenco (disegno Dario Benetti ©)

 

La scritta incisa in una capriata secentesca nel sottotetto della chiesa di S. Giacomo a Chiesa V. (So) che ricorda la ricostruzione dell'edificio a seguito di una frana- (rilievo di D.Benetti ©)

 

CHIESA DI S.GIACOMO E FILIPPO

ANALISI STORICA SUL'ORIGINE DEL MONUMENTO, SULLA SUA LOCALIZZAZIONE E SUA BREVE DESCRIZIONE.

 

CHIESA DI S.GIACOMO E FILIPPO

Ubicazione: Al centro del paese, nei pressi del Torrente Secchione

Catasto:F.40 mappale B

Chiesa in Val Malenco, conta circa 2800 abitanti suddivisi in nove antiche contrade che, specialmente nell'ultimo dopoguerra, si sono sviluppate fortemente, tanto che quelle situate sulla pendice destra del Mallero (eccetto Primolo) quasi non presentano soluzione di continuità.

Chiesa ha un passato storico ancora in gran parte sconosciuto; si può comunque affermare con sicurezza che la sua storia si è svolta essenzialmente intorno alla sua chiesa. Di essa sono infatti le prime notizie certe.

E' stata costruita nel secolo XI dai Capitanei di Sondrio, feudatari del vescovo di Como, per il servizio religioso di tutta la valle e si ritiene sia stata intitolata a S. Giacomo di Compostella nella Spagna da parte delle popolazioni germaniche, e la strada del Muretto (allora del Monte dell'Oro) costituiva un tratto di quella che dai loro paesi portava alla Bergamasca e quindi alla pianura padana attraverso anche la Valmadre e la convalle di S. Salvatore.

La primitiva chiesa sorse nei pressi delle due piccole contrade di Negroni e Cassoni ubicate a settentrione del torrente Secchione (che alcuni secoli dopo verranno distrutte da una frana) sulla suddetta strada del Muretto; e la località assunse allora il nome di "la Chiesa". La tradizione vuole che questa chiesa fosse collegata con un passaggio sotterraneo al castello che i Capitanei avevano costruito in posizione dominante sulla sponda opposta, cosa alquanto dubbia dato il tracciato che avrebbe dovuto seguire in profondità anche sotto il Mallero. La prima notizia storica di questa chiesa risulta del 'Liber censum' della Chiesa romana compilato nel 1192 dal Card. Savelli, poi papa Onorario III, con l'annotazione che essa versava a quella Chiesa la somma di L. dodici imperiali.

I Capitanei avevano voluto così sottrarre questo tempio alla giurisdizione della Curia comense che fu, dopo il Mille, contesa da Vescovi nominati a volte dal papa e altre volte dall'imperatore essendo quello il periodo delle lotte per le investiture. Mettendola direttamente sotto la dipendenza della Santa Sede si riservarono comunque il diritto di patronato come apparirà più volte in seguito.

Poi tutto tace fino alla fine del 1200, tempo in cui si sa che la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Malenco era provvista di un proprio clero beneficiato e precisamente di un prete di nome Cressio Della Pergola e di un chierico (Ruggero Capitani).

Nel 1343 Contessa, figlia di Manfredotto Capitanei abitante nel Castello di Masegra sopra Sondrio, onde assicurare alla nostra chiesa un servizio religioso conveniente, istituì presso il suo altare maggiore, a titolo di legato, il Chiericato di Malenco dotandolo di tutti i suoi beni e diritti descritti nel Libro d'estimo di Malenco, Sondrio e Albosaggia.

Dall'espressione dell'atto notarile della sua costituzione in data 26 gennaio 1359 "... ipsa d. Contessa testarix statuit, voluit; .... ac iure legati relinquit Altari maiori, sito et constructo in Ecclesia della Ecclesia in loco Malenco ..." si può dedurre che quella chiesa non fosse minuscola perché, oltre all'altare maggiore pare che ve ne fossero stati altri. Anche lo stemma della famiglia Chiesa, la indica di buona entità. Del resto essa doveva servire alla popolazione dell'intera valle che già allora doveva essere numerosa.

Della chiesa dei santi Apostoli Giacomo e Filippo non si conoscono altre notizie lungo il 1400 se non quelle indirette della presenza di vari 'beneficiali' che si sono succeduti nel tempo, tutti provenienti da fuori valle, che partecipavano ad atti pubblici di interesse di privati in qualità di 'pro notari'.

Con la frana che seppellì le contrade di Negroni e Cassoni di cui si è già fatto cenno, la suddetta chiesa fu "quasi sotterrata dalle ruine, poi ristorata goffamente". Essa non fu dunque ricostruita, ma solo 'ristorata' in tutta fretta, e già lo era nel 1582; quello smottamento si era appunto staccato poco prima, anzi, pare addirittura nel 1581.

Fu ancora 'chiesa di valle' per rivendicazione delle altre Quadre malenche come risulta da documenti dell'epoca, nonostante che a Torre, Lanzada e Caspoggio fossero nel contempo stati eretti 'oratori' a volte officiati.

Questa chiesa fu addetta anche al culto dei protestanti cui localmente appartenevano diverse famiglie.

Nel 1609 cattolici e protestanti tentarono di accordarsi per la costruzione di un tempio destinato al culto dei riformati. Non se ne conosce l'esito, ma può tuttavia darsi che l'oratorio dedicato in seguito a S. Carlo fosse inizialmente la loro chiesa.

Nel 1624 furono erette le attuali parrocchie della Valle (eccetto Primolo) e il parroco di Chiesa, don Carlo Rusca, nipote dell'arciprete di Sondrio, Nicolò, deceduto a Thusis sotto le torture dei protestanti reti, pensò in seguito alla costruzione di un nuovo tempio più decoroso, il terzo costruito sullo stesso luogo, che è l'attuale, usufruendo, pare, dell'antico campanile che venne a più riprese sovralzato e dotato di un discreto concerto di campane solo nel 1925.I lavori di questa chiesa, nella parte edile furono condotti con solerzia.Seguirono poi, nel tempo, le opere di completamento, abbellimento, di modifiche e di manutenzione.Per una loro completa visione si trascrive da un registro parrocchiale quanto appresso:

Costruzione

La chiesa Parrocchiale attuale sorse sull'area d'una Chiesa precedentemente caduta pare in una frana. Il 28 agosto 1644 essendo parroco il Rev.Sac. Rusca D. Carlo di Bedano (Lugano) venne solennemente benedetta e posta la prima pietra della Chiesa parrocchiale. I lavori furono fatti con molto entusiasmo e grande generosità se due anni dopo, nel 1646, venne completata la costruzione con la posa del tetto. La sacristia attigua alla Chiesa venne eretta nel 1649. La pittura della Chiesa venne eseguita da un buon pittore dal 1652 al 1665.Autore della decorazione della Chiesa fu O.Stella. La volta della Chiesa e della sacrestia venne dipinta nel 1652.L'ancona dell'altare maggiore con i santi patroni Giacomo e Filippo è di autore ignoto.La Cappella del S. Rosario ha quindici medaglioni raffiguranti i quindici misteri del S. Rosario.La pala dell'altare di S. Antonio e le due tele laterali vennero eseguite e messe in opera nel 1679. La decorazione della Chiesa venne rinnovata nel 1880.

Il lavoro venne eseguito dal pittore Franco Verda nativo di Bifrone nel Canton Ticino.Il pittore si premurò di intonacare gli affreschi di Stella e di sovrapporvi figurazioni, frutto del suo ingegno, la cui presunzione era pari alla povertà della sua conoscenza dell'arte pittorica.Fortunatamente non cancellò l'affresco precedente e si limitò a sovrapporvi in colori di terra o detti 'della S. Scrittura' e riprodurre in modo goffo le figurazioni primitive.Nel giugno 1961 mentre si provvedeva a una ripulitura generale della Chiesa casualmente in un medaglione della cappella del S. Rosario, in un angolo in cui l'ultimo intonaco era stato abrasato, si intravvide il fondo liscio proprio del muro preparato per l'affresco nel seicento e prima.Un piccolo saggio mise allo scoperto una bella crocifissione.Così vennero subito ripuliti anche gli altri medaglioni per rimettere in vista il primitivo affresco.

Altare maggiore

Barocco eseguito in stucco dal maestro Riva nel 1660. Nel 1899 il marmista Scannagatta di Varenna, infine, su nuovo disegno, eseguì in marmo l'altare conservando del Riva le sovrastrutture con la tela del pittore Stella.

Altare della Madonna del S. Rosario

Decorazione 1666. Tela a olio della Madonna del Rosario. Opera discreta di autore ignoto.

Nel 1835 per un ex voto fato per l'alluvione del 1834 venne acquistata una statua in legno della Madonna del S. Rosario e dopo aver tolto la tela, regalata su un armadio in fondo alla chiesa e ricavata una nicchia, si collocò in essa la nuova statua.

Nel 1886 l'altare della B. V. del S. Rosario venne restaurato con nuove dorature e rifatta quasi ex novo l'ancona.

Nel 1961 venne rimossa la statua predetta e tolte le soprastrutture aggiunte, per collocarvi al suo posto la tela perché più artistica, più bella e in perfetta armonia con l'architettura dell'altare che era stato disegnato con lo scopo preciso di ornamento alla tela del S. Rosario.

 

Altare di S. Antonio Abate

 

- 1666 decorazione della cappella

- 1880 venne cancellata l'antica artistica decorazione e il pittore Verda dipinse ex novo la volta e decorò la cappella.

- 1679 tela ad olio di S. Antonio sull'altare e due tele ad olio sui due lati a fianco dell'altare, opera di un buon pittore e ben conservate.

Pulpito

Il pulpito, con il confessionale sottostante, sono una delle opere più armoniche e belle della Chiesa. Venne disegnato e scolpito in noce da un esimio maestro del legno, Smith nel 1663. Venne distrutto in parte dal fuoco nel 1972.

Coro

Meno ben conservato del pulpito è del medesimo artista.Si tratta di due opere pregevoli sia per l'armonia del disegno che per la perfezione dell'intaglio.

 

Altre opere in legno sono:

1- Confessionale in fondo alla chiesa, con intaglio abbastanza buono e trasportato nel 1967 nel santuario della madonna degli Alpini.

2- Bussola della porta sul fianco destro della chiesa;

3- Porta esterna alla bussola predetta. E' in noce con bellissimi intagli nei quattro specchi della porta e nella lesena centrale.

4- Opera di buon artista la bussola della porta centrale

5- Armadi della sacristia. La parte in noce dei due armadi della sacristia sono del 1656.

 

Il Campanile - Le Campane

 

Il campanile venne compiuto in tre tempi.

La prima parte del campanile alto poco più della chiesa venne edificato subito dopo la costruzione della chiesa.

Una prima aggiunta al campanile venne compiuta nel 1849.

Il campanile ottenne la forma attuale con il rifacimento del 1925 quando venne aggiunto al campanile il nuovo concerto di 5 campane, opera della Fonderia Bianchi di Varese.

 

Il pavimento

 

Venne eseguito una prima volta in pietre locali nel 1656.Essendosi col tempo il pavimento deteriorato venne rifatto in buona parte nel 1864 quando vennero costruite le gradinate esterne alla porta della Chiesa.

L'attuale pavimento in mattonelle è del 1896. Fu uno dei primi pavimenti del genere, è ora piuttosto deteriorato essendosi staccata parte della graniglia di marmo dalla superficie, si sporca con molta facilità ed è difficile pulirlo.

 

L'organo

 

L'antico organo, del quale il libro dei conti parla di riparazioni, venne sostituito con un altro nuovo strumento nel 1864.E' opera di Giuseppe Archisio di Bergamo.Venne riparato in diverse riprese ma è rimasto un vecchio organo con la primitiva trasmissione meccanica

 

Consacrazione

 

A ventidue anni dalla posa della prima pietra la Chiesa venne completata, decorata e dipinta e nel 1666 Monsignor Ambrogio Torriani, Vescovo di Como, la consacrava.La festa della Consacrazione della Chiesa venne fissata nella terza domenica del mese di luglio.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO PREVISTI

Chiesa di S.Giacomo e Filippo

La chiesa di S. Giacomo e Filippo è attualmente sede del museo della Val Malenco. Gli interventi previsti prevedono il ripristino del tempio a sede di culto.E’ prevista la realizzazione di un numero adeguato di saggi stratigrafici, sia interni che esterni, per poter evidenziare i criteri di intervento sugli intonaci e sulle murature. I lavori di restauro riguardano solo una parte del complesso: la chiesa e il campanile, e non interessano l’oratorio adiacente. La copertura della chiesa verrà realizzata con manto in piode di recupero, con parziale integrazione, e recupero delle parti strutturali lignee non deteriorate. Verranno in particolare restaurate le capriate esistenti. La situazione strutturale non presenta particolari problematiche: è prevista la sigillatura di alcune fessurazioni e il consolidamento di alcune parti murarie. E’ necessario peraltro intervenire per evitare la risalita dell’umidità nelle murature perimetrali, con la realizzazione di adeguato drenaggio e vespaio perimetrale. In base ai risultati dei saggi stratigrafici si procederà all’intervento sugli intonaci e sulle decorazioni interne ed esterne. Ove necessario verranno recuperati gli intonaci preesistenti, altrimenti si procederà allo scrostamento con realizzazione di nuovi intonaci in malta di calce (grassello). La tinteggiatura, sarà costituita da una tinta di velatura a base di grassello di calce di terre naturali, lieve fissaggio con acqua e latte bovino intero, diluizione 1/4. E’ previsto il restauro complessivo degli altari laterali (dedicati a S.Antonio e alla Vergine del Rosario) e dell’ancona e del fastigio dell’altare principale. Sarà realizzata la pulitura (con pane e carbonato di ammonio) e il restauro parziale degli affreschi interni (con terre naturali diluite con Primal AC33 e acqua). Parimenti si procederà al restauro e al consolidamento dei cornicioni interni, degli stucchi e degli smalti. serramenti (finestre, vetrate, portoni) saranno rimossi, revisionati e restaurati, con trattamento antitarlo, a cera, eventuale tassellatura di parti in legno e sostituzione di piccoli elementi compromessi

Particolare cura verrà data alla sistemazione esterna, con realizzazione di acciottolato esterno e illuminazione della facciata e del campanile.Il progetto esecutivo sarà comunque oggetto di valutazione da parte della Soprintendenza a beni architettonici ed ambientali, unitamente alla quale si procederà preventivamente ad effettuare adeguati sopralluoghi.



 

 

   

Veduta del fronte e del fianco della chiesa prima degli interventi di restauro (Foto D.Benetti ©)






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